A Goro per vedere un allevamento di ostriche e seguirne tutte le fasi di crescita dal laboratorio al mare. Poi in cucina per assaggiare i piatti dello chef.
San Pietro in Cerro. Qui si trova il primo dei castelli che Igles visiterà. Dopo una accurata visita alle sale del castello, Igles veste i suoi panni di chef e con la sua consueta disinvoltura si prepara a cucinare un’antica ricetta adattata a modo suo.
800, tante sono le pecore che danno il latte ai Casali del Pino, latte che viene trasformato in formaggio dal mastro casaro dell’azienda stessa e che la maestria di Igles trasformerà in ricette molto interessanti.
Affascinato dalle api e dal loro miele, Igles dopo avere assaggiato il miele di edera ed essersi lasciato suggestionare dal suo sapore, sceglie di utilizzare il prezioso ingrediente per la sua cucina circolare.
A scuola di formaggio, Igles apprende le fasi di lavorazione del Pecorino, dal più fresco a quello più stagionato, e perfino che le forme di formaggio, nei locali di stagionatura, sono in grado di scambiare informazioni tra loro.
Senape e borragine sono le muse ispiratrici di Andrea. Nella magnifica cornice della sua fattoria, e del suo orto, il Barone si dedica amorevolmente alla coltivazione di queste erbe per le sue ricette.
Si va in Franciacorta, terra di bollicine e di Giovanni Cavalleri, maestro pasticciere. Con l’aiuto di Maurizio prepara una torta a base di pan di spagna e crema inglese.
La cucina di Laura è una cucina di tradizione, dal sapore antico. Una cucina che parte dalla terra e nella sua terra, la Sabina, cerca i prodotti per i suoi piatti, come il cioccolato dell’amico Luca, che Laura con l’aiuto di Marco, trasforma in piatti.
La vigilia è sempre indaffarata a casa di Giorgione. Gli ospiti sono tanti e il tempo per cucinare sempre poco. Giorgione chiede aiuto a Giuseppe che chef lo è di professione. E allora via tra rocciata, brodetto, broccoli e arzilla, che si dia inizio ai festeggiamenti.