Dal mare della città blu Essaouira, all’entroterra, dove Fabrizio Nonis incontra una azienda che fa formaggi di qualità con il latte di dromedario. E poi l’olio di argan, una grande risorsa del Marocco, lavoro che viene portato avanti dalle donne.
Essaouira è il mare, l’oceano, il porto, il pesce cucinato sui banchetti per strada, ma anche a sorpresa aziende di vino che riescono a prosperare in terra islamica a testimonianza della grande tolleranza che regna in Marocco.
I camp nel deserto sono una realtà molto affascinante, e Fabrizio si trova nel deserto di Agafay. La cucina ha un grosso peso, fra colazioni, pranzi cene e aperitivi. Rimanendo fra le rocce di questo deserto scopre un piccolo villaggio di berberi che gli prepara un grande cous cous.
Un’altra realtà molto particolare del Marocco sono i riad. I riad sono delle case adibite a maison d’hotel, dove si trova sempre un’accoglienza calorosa. E al Mirja, Fabrizio incontra un gruppo di donne che gli spiegano il ruolo femminile nel Marocco di oggi.
La mondanissima Marrakech dove ad ogni angolo è possibile scovare un luogo bellissimo e sconosciuto e incontrare personaggi di ogni tipo. Un tuffo all’interno dei grandi alberghi di lusso dove la cucina, raccoglie le influenze di tutti quelli che, passando dalla città rossa ne rimangono affascinati, e decidono di mettere lì le loro radici.
A Fès siamo al centro della tradizione, città culturale per antonomasia, che custodisce i segreti della miglior cucina maghrebina. Qui fabrizio proverà una tajine di datteri e noci, e una tajine di prugne. Immancabile visita al suk.
Partiamo da piazza Jemaa el Fnaa, per addentrarci nel vivacissimo suk di Marrakech tra mechoui di agnello olive e spezie. All’interno del suk si aprono oasi di pace come Le Jardin e la Terrasse des Epice, dove gustare il meglio della cucina locale.